Il cibo non è solo un prezzo. Il cibo è valore.

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L’ emergenza Covid – 19 ha cambiato il nostro modo di pensare. Ha cambiato i nostri schemi lavorativi, personali, familiari, sociali, di acquisto e di consumo.

Ha cambiato il valore che normalmente attribuivamo alle persone, o alle cose. E al cibo? Anche al cibo. Abbiamo scoperto che il cibo non ha solo un prezzo. Il cibo è valore.

I brand del settore Food & Beverage ( e non solo), oggi, dovranno fare i conti con un consumatore dalla “coscienza risvegliata“, a cui fa da sfondo un’ economia rallentata, una maggiore attenzione alla sicurezza e alla sostenibilità, e la necessità di mostrare la propria presenza e vicinanza. Non il prodotto, non il servizio, non l’ azienda. E’ il nostro cliente il nuovo attore. Già lo era, direte. Certo, ma ora ha cambiato vesti. E’ un cliente che sa quello che vuole, ma è allo stesso tempo spaventato dall’ incertezza dei tempi.

Il consumatore è ora, più di prima, il protagonista di cui dobbiamo ascoltare attentamente le nuove necessità.

 

In particolare, nel settore dell’ ortofrutta, gli elementi su cui si baseranno i nuovi acquisti saranno:

1- Salute, benessere e sicurezza;

2- “Italianità” del prodotto e Km 0;

3- Garanzia di controllo e rintracciabilità di filiera;

4- Sostenibilità;

5 – Rapporto qualità/prezzo.

 

Gli elementi di leva evidenziati dai nuovi dati, confermano il fatto che il cibo non ha più solo un prezzo. Il cibo è valore:  quello che fino a poco tempo prima era considerato al pari di una commodity (e che quindi debba costare poco), assume ora il connotato di “completamento del mio stato di benessere e sicurezza“.

La tendenza cambierà. In questo senso, grande appeal avrà il Biologico, che risponde perfettamente ai punti di cui sopra, soprattutto nell’ ambito di sostenibilità delle produzioni. L’ Italia, inoltre, grazie al valore aggiunto delle sue produzioni, potrà trarne un rilevante vantaggio (non potendo, viceversa, far leva sui volumi, soprattutto per alcune tipologie di produzioni).

Non basterà però seguire le tendenze: l’ arma vincente sarà anche la riorganizzazione interna delle organizzazioni aziendali, con conseguente apertura a nuove strategie di prezzo, di canali comunicativi e distributivi. In merito a quest’ ultimo aspetto, basti pensare al fatto che, durante la pandemia, una famiglia su quattro ha acquistato frutta e vedura … on – line.

Esatto, proprio così. Un esempio lampante è Alce Nero che ha registrato un aumento da 20/25 (prima della pandemia) a 120 (post pandemia) ordini e-comemerce giornalieri.

 

Si è riscoperto il piacere di preparare, inventare e reinventare, di mangiare insieme, di riscoprire i piatti della tradizione, di ricreare una pietanza dalla “materia prima” (di elevata qualità).

 

Il cibo non è solo prezzo. Il cibo è un valore, etico, sociale ed economico.

Valore a cui nessuno, soprattutto le aziende, potranno più sottrarsi soprattutto nell’ ambito della loro riorganizzazione e approccio con il consumatore finale.  

Dalila D’Allocco

Treeffe Coop –  Marketing & Sales Account