DETTAGLI DIMENTICATI?

La programmazione come arma contro le oscillazioni di prezzo

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Le loro famiglie sul finire degli anni Ottanta, sono state tra le prime a introdurre la coltivazione dell’asparago in provincia di Foggia. E loro, i tre cugini Forte, con la costituzione della cooperativa agricola Tre F – fondata nel 2007 – hanno voluto portare avanti la tradizione di famiglia, ampliare le referenze aziendali ad altre colture nei terreni che erano dedicati alla barbabietola da zucchero, e coinvolgere nel loro progetto altri agricoltori. Ad oggi i soci della cooperativa sono 25, molti di questi giovani, e le superfici coltivate si estendono per circa mille ettari.

Presidente della Tre F è Donato Forte, 30 anni, uno dei giovani che per Confcooperative possono essere catalogati come Eet (Emplyed-educated and trained), ovvero i giovani che ce la fanno, che sfruttano le competenze acquisite e guardano all’attività di imprese. Insomma, quelli che fanno da contraltare ai Neet (i giovani nella fascia d’età 15-29 anni che non studiano e non lavorano).

I prodotti della Tre F vengono commercializzati attraverso il consorzio Apo Foggia e raggiungono tutta Europa. “L’asparago – spiega a Italiafruit News Donato Forte – rappresenta ancora oggi il 50% del nostro giro d’affari. Poi abbiamo aperto a nuove referenze, come broccolo, cavolfiore, zucca, zucchine… Attualmente stiamo raccogliendo broccoli e cavoli, referenze che subiscono forti oscillazioni di prezzo perché c’è ancora poca programmazione, sia in campagna, sia in chi vende. Da un paio di anni abbiamo iniziato a sensibilizzare i nostri soci dotandoli di un planning preciso e studiato: ogni socio coltiva una data varietà in un momento preciso. Inoltre abbiamo avviato un rapporto di sinergia con alcuni clienti: ai distributori garantiamo qualità e quantità costanti a un prezzo definito”.

La cooperativa pugliese punta sul biologico, sul fronte export è ben presente in Germania e Austria, ma lavora anche con l’Europa dell’Est. “Investiamo in innovazione e cerchiamo di rimanere al passo coi tempi – prosegue Forte – mentre per il futuro, oltre alla conversione al bio, stiamo promuovendo nuove coltivazioni: abbiamo già un impianto di melograno e stiamo testando colture minori, come alcune spezie e l’aloe vera”.

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